Gatti nella storia e nell'arte
Statua della dea Bastet
Gli egizi
Non c'era uomo o donna che oltre allo scarabeo non avesse un amuleto della Dea Bastet, protettrice della casa e della fertilità.
Nessun gatto poteva lasciare l'Egitto.
Risalgono probabilmente a questi anni le oltre 300.000 mummie di gatti perfettamente imbalsamate che vennero ritrovate durante gli scavi nel 1898 in un cimitero vicino a Beniassam.
I greci
La conquista dell'Egitto da parte dei Persiani e le continue lotte per l'indipendenza sino all'arrivo di Alessandro il Macedone nel 333 a. C. fanno perdere al gatto il ruolo di divino e la sua posizione di alto privilegio. I gatti tornati "normali" si diffondono un po' dappertutto nel bacino mediterraneo.
Fregio marmoreo raffigurante greci con cane e gatto al guinzaglio (museo di Atene)
I romani
Plinio lo descrive nelle sue "storie naturali". Nell'antica Roma il gatto diventa un compagno di vita e nell'aldilà, anche se negli scavi di Ercolano e Pompei
non sono stati ritrovati resti di gatto. Forse i gatti fuggirono alle prime avvisaglie della catastrofe mettendosi in salvo.
Comunque i Romani ammiravano animali aggressivi e di grossa mole, simboli di potenza.
Nelle loro conquiste pero' portavano il gatto con se' e ciò ha contribuito moltissimo alla sua diffusione in tutta l'Europa che tra l'altro cominciava ad apprezzarlo, per la sua utilità, visto che l'agricoltura si sviluppava sempre più. Ne troviamo testimonianza in Francia, Germania, Spagna e in tutti quei luoghi in esistevano i presidi Romani che giunsero sino in Britannia e ai confini della Scozia.
Il medioevo
Nel medioevo i valori positivi e negativi degli animali si polarizzarono in un concetto del bene e del male. Il gatto, insieme al rospo, al topo, al serpente ed ad altri animali venne individuato come un essere negativo, anche a causa del suo aspetto e comportamento misterioso, indipendente e sfuggente. Non solo, ma tutti coloro che lo accostavano venivano a lui associati e come lui classificati.
Solo in rare occasioni verso la fine di questo periodo "oscuro" cominciavano a comparire marginalmente negli affreschi, figure di gatti in ambiente familiare, al contrario, nelle chiese, il gatto non viene assolutamente rappresentato.
Illustrazione del 1618: strega con gatto suonatore di violino
Il rinascimento
Sul finire del rinascimento si assiste ad una rivalutazione di tutti gli animali in genere.
Viene sempre piu' spesso raffigurato in scene di soggetto familiare, in posizioni intime con membri della casa con la donna. L'uomo lo apprezzava per la sua utilità e non altro. Il gatto, in tutte le epoche storiche, ha avuto dalla donna una alleata nella buona e nella cattiva sorte.
Leonardo da Vinci: studio di gatti
Dall'illuminismo ad oggi
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L'illuminismo, secolo della ragione, si schiera contro superstizioni e fanatismo ideologico.
L'Europa vuole riconquistare l'indipendenza dell'intelletto umano dalla superstizione e dall'oscurantismo, luindi viene apprezzato il gatto, spirito
indipendente, simbolo stesso della libertà.
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Nell’Ottocento il gatto torna finalmente a riconquistare gli spazi persi durante il Medioevo in tutta Europa, ne sono testimonianze opere di artisti famosi. Alla fine dell’Ottocento s'iniziano ad organizzare le prime mostre ed esposizioni feline, nascono istituzioni che favoriscono la selezione e definiscono gli standard delle diverse razze. E’ l’alba del gatto come inteso ai nostri giorni. Il gatto viene apprezzato per la sua utilità, ma soprattutto per la sua bellezza e perché fa compagnia con discrezione. La prima guerra mondiale arresta tutte le attività e le razze dei gatti già riconosciute scompaiono quasi del tutto. Dal 1920 al 1938 si ha una ripresa,
subito interrotta con la seconda guerra mondiale che vede ancora una volta decimati i gatti di ogni razza.
Adorato nell'antico Egitto, quasi ignorato nel periodo Greco-Romano, ha un ruolo negativo nel Medioevo. Viene poi gradatamente rivalutato fino ai giorni nostri, seguendo di pari passo la storia dell'uomo e l'emancipazione della donna. |
Judith Leyster (1609-1660)
Gustave Courbet (1819 –1877)
Edouard Manet (1832-1883)
Pierre-Auguste Renoir (1841-1919)
Henri Matisse (1869-1954)
Paul Klee (1879-1940)
Franz Marc (1880-1916)
Franz Marc
Pablo Picasso (1881-1973)
Marc Chagall (1887-1985)
Joan Mirò (1893-1983)
Frida Kahlo (1907-1954)
Balthus (1908-2001)
Andy Warhol (1928-1987)
Andy Warhol
Andy Warhol
Il colore dei sogni
