Gatti nella storia e nell'arte

Statua della dea Bastet Statua della dea Bastet

Gli egizi

 

Il nostro gatto ha come antenato il felis silvestris libyca, un felino abbastanza simile al gatto tigrato, anche se con colore meno marcati.
Il primo rinvenimento di un gatto è avvenuto recentemente sotto forma di scheletro, accanto a quello di un uomo, in una tomba di Cipro datata tra l’8300 e l’8000 a.C. Il gatto era stato sepolto insieme al suo padrone per accompagnarlo anche nella vita ultraterrena, a testimonianza del rapporto stretto ed intenso esistente tra i due.
Nell'antico Egitto, verso il 2130 a.C., durante ll regno del faraone Nebthur-Hotep I, il gatto viveva allo stato selvatico lungo le rive del Nilo, cacciava uccelli acquatici, topi, serpenti, ecc. Quindi, era anche di utilità per l'agricoltura, perché eliminava una serie di animali (specie i topi) che potevano danneggiare i raccolti.
Presso gli Egizi la zoolatria, cioè l'adorazione degli animali considerati simboli delle divinità, aveva raggiunto il suo apice attorno al 1575 a.C.
Sacri erano i bovini, i leoni, le scimmie, i coccodrilli, i falchi, gli ibis, il cane ed il gatto. Quest'ultimo impersonava la Dea Bastet, dal corpo di donna e la testa di gatta, protettrice della casa e della fertilità. La si adorava ovunque, dalla Nubia al delta del Nilo, anche perché il suo influsso era considerato benefico. Nel recinto del suo tempio vivevano liberi centinaia di gatti accuditi dai sacerdoti e numerose erano le loro statue in pietra ed in bronzo.
Non c'era uomo o donna che oltre allo scarabeo non avesse un amuleto della Dea Bastet, protettrice della casa e della fertilità.
Nessun gatto poteva lasciare l'Egitto.
Nel 950 a.C. sotto i faraoni posero la capitale dell'Egitto a Bubasti, centro del culto dei gatti sacri che proprio in questo periodo raggiunsero il massimo livello di adorazione e rispetto.
Risalgono probabilmente a questi anni le oltre 300.000 mummie di gatti perfettamente imbalsamate che vennero ritrovate durante gli scavi nel 1898 in un cimitero vicino a Beniassam.

I greci


Nelle isole del mar Egeo e in medio oriente i mercanti, soprattutto Fenici, barattano i gatti con altra merce.
Ma i greci non si interessavano più di tanto al gatto, che comunque troviamo citato negli scritti di Erodoto, Aristofane e di Callimaco.
La conquista dell'Egitto da parte dei Persiani e le continue lotte per l'indipendenza sino all'arrivo di Alessandro il Macedone nel 333 a. C.  fanno perdere al gatto il ruolo di divino e la sua posizione di alto privilegio. I gatti tornati "normali" si diffondono un po' dappertutto nel bacino mediterraneo.
Fregio marmoreo raffigurante greci con cane e gatto al guinzaglio (museo di Atene) Fregio marmoreo raffigurante greci con cane e gatto al guinzaglio (museo di Atene)

I romani

 

Plinio lo descrive nelle sue "storie naturali". Nell'antica Roma il gatto diventa un compagno di vita e nell'aldilà, anche se negli scavi di Ercolano e Pompei non sono stati ritrovati resti di gatto. Forse i gatti fuggirono alle prime avvisaglie della catastrofe mettendosi in salvo.
Comunque i Romani ammiravano animali aggressivi e di grossa mole, simboli di potenza.

Nelle loro conquiste pero'  portavano il gatto con se' e ciò ha contribuito moltissimo alla sua diffusione in tutta l'Europa che tra l'altro cominciava ad apprezzarlo, per la sua utilità, visto che l'agricoltura si sviluppava sempre più. Ne troviamo testimonianza in Francia, Germania, Spagna e in tutti quei luoghi in esistevano i presidi Romani che giunsero sino in Britannia e ai confini della Scozia.

Il medioevo

 

Nel medioevo i valori positivi e negativi degli animali si polarizzarono in un concetto del bene e del male. Il gatto, insieme al rospo, al topo, al serpente ed ad altri animali venne individuato come un essere negativo, anche a causa del suo aspetto e comportamento misterioso, indipendente e sfuggente. Non solo, ma tutti coloro che lo accostavano venivano a lui associati e come lui classificati.

Dal VII secolo sino al 1300 il gatto è stato l'animale più chiacchierato e perseguitato, la sua utilità messa in discussione e negata perché rappresentava il demonio.
La notte di San Giovanni venivano arsi vivi nelle pubbliche piazze di ogni città centinaia di gatti chiusi in ceste di paglia.
Basta sfogliare le cronache del tempo nei processi riportati nel Malleus Maleficarum per sapere come le streghe, messe sotto tortura, confessavano "spontaneamente" di essere congiunte carnalmente con un grosso gatto nero incarnazione di Belzebù da lui istigate per far perdere l'anima dell'uomo.
Solo in rare occasioni verso la fine di questo periodo "oscuro" cominciavano a comparire marginalmente negli affreschi, figure di gatti in ambiente familiare, al contrario, nelle chiese, il gatto non viene assolutamente rappresentato.
Illustrazione del 1618: strega con gatto suonatore di violino Illustrazione del 1618: strega con gatto suonatore di violino

Il rinascimento

 

Leonardo Da Vinci rappresenta il gatto nei suoi disegni in tutti gli atteggiamenti, svelandone carattere e comportamento e anticipando i tempi. 
Il gatto ora comincia ad essere rappresentato nei dipinti religiosi con un ruolo marginale e nei dipinti del primo rinascimento il gatto viene rappresentato in atteggiamenti propri della sua specie e sempre ad una relativa distanza affettiva dall'uomo. Non è mai in braccio alla donna, come lo sarà invece nei secoli successivi.
Sul finire del rinascimento si assiste ad una rivalutazione di tutti gli animali in genere.
Il gatto nella vita famigliare acquista una maggior considerazione e rispetto, si scopre in lui non solo l'animale utile ma anche da compagnia. In questo periodo c'e' l'obbligo di tenere almeno una coppia di gatti in conventi o monasteri per eliminare i topi.

Viene sempre piu' spesso raffigurato in scene di soggetto familiare, in posizioni intime con membri della casa con la donna.  L'uomo lo apprezzava per la sua utilità e non altro. Il gatto, in tutte le epoche storiche, ha avuto dalla donna una alleata nella buona e nella cattiva sorte.

Sul finire del 1600, all'inizio del 1700, il gatto è in crescita numerica in tutta l'Europa. Alcuni scrittori per la prima volta inseriscono il gatto nelle loro favole e scritti, conservando e evidenziando il suo carattere furbesco, indipendente ma simpatico. 

Leonardo da Vinci: studio di gatti Leonardo da Vinci: studio di gatti

Dall'illuminismo ad oggi

 

L'illuminismo, secolo della ragione, si schiera contro superstizioni e fanatismo ideologico.
L'Europa vuole riconquistare l'indipendenza dell'intelletto umano dalla superstizione e dall'oscurantismo, luindi viene apprezzato  il gatto, spirito indipendente, simbolo stesso della libertà.

Nell’Ottocento il gatto torna finalmente a riconquistare gli spazi persi durante il Medioevo in tutta Europa, ne sono testimonianze opere di artisti famosi.

Alla fine dell’Ottocento s'iniziano ad organizzare le prime mostre ed esposizioni feline, nascono istituzioni che favoriscono la selezione e definiscono gli standard delle diverse razze. E’ l’alba del gatto come inteso ai nostri giorni.

Il gatto viene apprezzato per la sua utilità, ma soprattutto per la sua bellezza e perché fa compagnia con discrezione.

La prima guerra mondiale arresta tutte le attività e le razze dei gatti già riconosciute scompaiono quasi del tutto. Dal 1920 al 1938 si ha una ripresa, subito interrotta con la seconda guerra mondiale che vede ancora una volta decimati i gatti di ogni razza.
Adorato nell'antico Egitto, quasi ignorato nel periodo Greco-Romano, ha un ruolo negativo nel Medioevo. Viene poi gradatamente rivalutato fino ai giorni nostri, seguendo di pari passo la storia dell'uomo e l'emancipazione della donna.
Judith Leyster (1609-1660) Judith Leyster (1609-1660)
Gustave Courbet (1819 –1877) Gustave Courbet (1819 –1877)
Edouard Manet (1832-1883) Edouard Manet (1832-1883)
Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) Pierre-Auguste Renoir (1841-1919)
Henri Matisse (1869-1954) Henri Matisse (1869-1954)
Paul Klee (1879-1940) Paul Klee (1879-1940)
Franz Marc (1880-1916) Franz Marc (1880-1916)
Franz Marc Franz Marc
Pablo Picasso (1881-1973) Pablo Picasso (1881-1973)
Marc Chagall (1887-1985) Marc Chagall (1887-1985)
Joan Mirò (1893-1983) Joan Mirò (1893-1983)
Frida Kahlo (1907-1954) Frida Kahlo (1907-1954)
Balthus (1908-2001) Balthus (1908-2001)
Andy Warhol (1928-1987) Andy Warhol (1928-1987)
Andy Warhol Andy Warhol
Andy Warhol Andy Warhol