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ANNO SCOLASTICO 2007/2008
Ricette dei nonni delle Terre dei Forti
Istituto Comprensivo di Avio (TN)
Scuola Secondaria di Primo Grado - classi I A e I C
Istituto Comprensivo di Peri di Dolcè (VR)
Scuola Secondaria di Primo Grado - classi II C, I B, II A, II B
L’attività a cui abbiamo partecipato i ha permesso di partire da essenziali aspetti della vita materiale, come l’alimentazione e la preparazione delle varie pietanze, per recuperare altre dimensioni del mondo contadino di una volta.
La nostra è stata dunque un’adesione convinta al Progetto “Le ricette della tradizione”, indetto da Terradeiforti, nella consapevolezza che ci avrebbe dato l’opportunità di approfondire, a livello didattico e culturale, aspetti di storia locale.
Il metodo di ricerca adottato, l’intervista, ha saputo rafforzare nei ragazzi l’interesse già vivo per i testimoni, per i vecioti (come qualche alunno burlone chiama affettuosamente i nonni) e l’interesse per il loro racconto. Agganciare le due epoche, quella della prima metà del Novecento e quella di oggi, mantenendo lo sguardo sull’infanzia e l’età giovanile, ha favorito d’altro canto negli alunni una riflessione sulle proprie abitudini che altrimenti sarebbe rimasta senza confronto reale.
Il lavoro dei ragazzi, inesperti ma entusiasti, è proceduto per fasi e in ognuna sono stati protagonisti: hanno preparato l’intervista, identificato gli interlocutori, utilizzato la strumentazione tecnica di registrazione, si sono suddivisi i ruoli all’interno del gruppo, hanno trascritto le conversazioni con gli anziani e predisposto i materiali per l’analisi e la sintesi finale. Infine, sono ritornati dai nonni per chiarimenti sulle ricette o per farsi raccontare proverbi, filastrocche, canzoncine.
Il ruolo di noi docenti è stato quello di promuovere, coordinare, stimolare, sistematizzare.
Le ricette sono seguite da una piccola sezione dedicata a detti, proverbi, indovinelli, filastrocche, canzoncine, accompagnati da qualche illustrazione dei ragazzi. Talvolta si sono sovrapposte versioni leggermente diverse di uno stesso detto o proverbio e abbiamo cercato di tenerne conto.
Ma c’è un altro aspetto importante che desideriamo sottolineare: questo lavoro ha visto coinvolte due scuole secondarie di primo grado, facenti parte di due Istituti Comprensivi dislocati in due regioni (quello di Avio in Trentino e quello di Peri di Dolcè in Veneto), ma entrambi operanti nelle Terre dei Forti. Oltre ad aver condotto la stessa attività in modo parallelo, gli alunni partecipanti hanno avuto l’opportunità d’incontrarsi (qualcuno già si conosceva grazie alle associazioni sportive), confrontarsi e lavorare assieme.
Per concludere, qualche considerazione. I ragazzi cresceranno e vivranno in un mondo più grande del paese di origine. Vediamo che da un lato sono attratti fortemente dal consumismo e dalla tecnologia (computer, telefonini, cultura televisiva), ma nello stesso tempo, grazie a questa esperienza, possiamo confermare che in loro è presente la tendenza a riconoscere e stimare quanto viene raccontato, ad apprezzare la voce di un passato così diverso dalla realtà attuale. Inoltre, sentono forte il bisogno di riconoscersi nelle figure adulte e di ascoltare chi ha in serbo delle notizie che li toccano direttamente.
La storia più comprensibile è quella che nasce dal proprio passato, dalla famiglia, dalla parentela, dal paese. La storia locale è per i ragazzi necessaria: da ciò che è loro vicino possono prendere coscienza del passato, penetrando in dimensioni storiche via via più grandi e complesse, nella prospettiva della costruzione di un sapere duraturo e della crescita della coscienza civile.
Lucia Mazzocchi e Valter Scala
Uno dei tanti detti di una volta
GATTA BIRICHINA!
Piove piovesina
la gata la va en cusina
la rompe le scudele
la salva le pu bele
la va en piaza
la crompa la salata
la crompa i ravanei
adio adio bei putei.
A cura dei ragazzi di Avio (TN) e Peri (VR)
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Il colore dei sogni
